Dicono di noi
Parlare di A.B.C. e dei suoi 50 anni di attività vuole dire ripercorrere un po’ anche la storia del nostro paese; basti ricordare che questa impresa, nata nel lontano 1960, ha girato tutta l’Italia, chiamata ogni dove, per bonificare terreni da ordigni esplosivi residuati bellici.
Ma la storia di A.B.C. ha origini ancora più lontane, e l’acquisito fatto negli anni ’70 della società I.M.M.E.R. – che già dal 1946 operava nell’ambito della bonifica da ordigni esplosivi residuati bellici – permette di affermare che l’attività e le esperienze della società risalgono alla fine del conflitto.
Scorrendo i numerosissimi articoli dei giornali sul rinvenimento di ordigni esplosivi in diverse località – da Nord a Sud, sulle montagne e sulle isole, a terra ed in acqua – inevitabilmente riaffiorano immagini e fatti storici che riconducono alla seconda Guerra mondiale.
“…Con ogni probabilità la granata venne lanciata dall’artiglieria statunitense nel terribile agosto 1944 quando i tedeschi in ritirata verso la Linea Gotica si erano attestati a Campi Bisenzio: obiettivo della bomba con ogni probabilità era il comando tedesco che si era installato presso Villa Montalvo…” (Campi L’ordigno scoperto durante i lavori di bonifica della Variante – La Nazione 22.06.1995)
Ed è bello ricordare che in quei giorni gli sminatori – che bonificavano i terreni per consentire la ripresa delle attività agricole – venivano chiamati “ uomini del grano”.
A.B.C. ha contribuito alla ricostruzione ed allo sviluppo del nostro paese, presente in tutta Italia nei cantieri delle autostrade, nei lavori delle nuove linee e stazioni ferroviarie, nella posa in opera di nuove condotte dell’acqua, negli scavi per nuove strutture edilizie e in generale in tutte le attività che necessitano della bonifica del territorio.
I committenti per i lavori di bonifica, in questo periodo, sono stati i più importanti Enti statali: Ferrovie dello Stato, Anas, Società Autostrade, il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, oltre alle più importanti società private e consorzi di imprese.
I giornali hanno definito A.B.C. come “ l’acchiappa bombe” o come “i cacciatori di bombe”: sono passati molti anni, ma oggi ancora di più si parla di un’impresa leader nel campo della bonifica da ordigni esplosivi residuati bellici, nel training professionale e nel controllo qualità nelle varie discipline di sminamento, e che ha sempre avuto, come obiettivo primario, l’esclusione di qualsiasi rischio connesso con le operazioni effettuate.
Nel 1985 A.B.C., in un programma di diversificazione delle proprie attività, è entrata nel settore dei poligoni di tiro “a cielo chiuso” per addestramento, realizzando, per conto dell’Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza ed Esercito, strutture ed impianti dalla stessa progettati e brevettati avendo sempre come obiettivo primario l’assoluta sicurezza degli operatori ed il massimo rispetto per l’ambiente.
Per una razionalizzazione delle attività, nel 1999 la Divisione Poligoni è stata poi ceduta ad una società fatta costituire dai propri tecnici del settore, pur mantenendo la proprietà e la disponibilità di utilizzo di tutti i brevetti nel frattempo ottenuti.
L’attività di bonifica rimane ancor oggi l’asse portante della società, anche se sono cambiati i modi, le tecnologie e gli strumenti utilizzati per gli interventi, con particolare riferimento alle attività di survey e di bonifica in paesi stranieri infestati da mine in plastica di nuova generazione, dove A.B.C. opera sotto il controllo dei MAC (Mine Action Center) locali, nel pieno rispetto degli standard internazionali IMAS (International Mine Action Standards).
Le attività che A.B.C. ha svolto e svolge nello specifico settore non si limitano ai semplici interventi di bonifica, ma incidono su tutte le branche significative di Mine Action tanto che, sempre al passo con le nuove tecnologie e nell’ottica di migliorare il lavoro di bonifica anche nell’ambito della sicurezza dei propri operatori, sino dal 1995 ha iniziato lo studio di macchine per sminare ed ha progettato e realizzato nuovi macchinari.
Infatti, sino da 1997 A.B.C. ha sviluppato la propria attività nel settore dello sminamento meccanizzato, integrando l’attività di sminamento manuale – oltre all’utilizzo di cani “sniffatori” per l’individuazione delle terribili mine anti uomo – con l’acquisto di una macchina “ Belarty”, ottenuta dalla trasformazione di un carro armato T55 realizzato in Slovacchia, rinominato LEONARDO 97.
Forte dell’esperienza LEONARDO 97, nel 2003 A.B.C. ha progettato, brevettato e costruito una propria macchina per la preparazione del terreno da bonificare in operazioni di sminamento umanitario, chiamata “SCOUT”, collaudata e approvata dalle autorità internazionali.
A questi macchinari si associano metaldetector, escavatori, strumenti per la bonifica in acqua, localizzatori magnetici e altri materiali peculiari – caschi, giubbetti protettivi – scelti sempre secondo le norme internazionali.
Il personale impiegato è tutto altamente specializzato e munito di appositi brevetti di qualificazione italiani ed internazionali che, a seconda delle necessità, utilizza cani specificatamente addestrati per la individuazione di mine ed esplosivi interrati.
Sempre perseguendo la politica di diversificazione delle attività, nel 1994 A.B.C. ha acquistato da Finmeccanica due importanti aziende: la Selesmar Italia – produttrice di radar e la Galileo Siscam – produttrice di hardware e software per lo studio del territorio e del patrimonio culturale, acquisti effettuati anche con l’obiettivo di verificare la possibilità di utilizzare queste tecnologie per la ricerca di ordigni con minori rischi per gli operatori.
A.B.C. ha poi ceduto l’industria di radar ed ha incorporato l’azienda Galileo Siscam, creando così la A.B.C. General Engineering, una struttura snella ed efficiente che, grazie al supporto di professionisti altamente qualificati, è oggi in grado di offrire una vasta gamma di servizi, coordinando e gestendo differenti tipi di attività e di progetti.
L’importanza e la risonanza dell’operazione ha portato ad una apertura internazionale ed apre a nuove prospettive di grande respiro; comincia così la presenza all’estero che vede la società impegnata in vari paesi già dal 1996.
“Bosnia ditta Fiorentina smina per l’IFER” – La Nazione settembre 1996
“ Ex-Jugoslavia sminata dai toscani… la ferrovia tra la Bosnia e la Croazia” – Toscana Oggi novembre 1996
“Una società fiorentina sminerà l’area di Mostar” – La Nazione giugno 1997.
In Croazia e in Bosnia & Erzegovina A.B.C. ha eseguito più campagne di bonifica, finanziate da varie organizzazioni internazionali. In particolare si è impegnata nella riapertura di linee di comunicazione ferroviarie, come nel caso del tratto fra Sisak e il fiume Una, realizzato in un tempo estremamente rapido tanto da meritare il ringraziamento ufficiale da parte del Comando della SFOR.
“Sarà un’impresa fiorentina bonificare dalle mine il Kosovo. I tecnici dell’ABC opereranno con il contingente militare della NATO” – Il Giornale giugno 1999.
La presenza della società non riguarda soltanto l’attività sul campo; infatti la società si è impegnata anche a carattere più generale all’interno degli organismi internazionali che si occupano di sminamento, mettendo al servizio la propria esperienza per la definizione di standard e procedure.
Tra le altre iniziative, nel 1997 A.B.C. è stata promotrice della costituzione del Consorzio Europeo EDS – European Demining Service, costituito dalle più importanti imprese europee, con l’obiettivo di fornire ad Enti e Agenzie Internazionali un servizio ed una assistenza completa, particolarmente qualificata e disponibile per interventi di sminamento umanitario nei parsi infestati da ordini residuati bellici.
Nel 1997 A.B.C. si è resa inoltre aggiudicataria di una gara particolarmente importante bandita dal Ministero dei trasporti della Repubblica di Angola per lo sminamento del Caminho de Ferro de Benguela, linea ferroviaria che, partendo dalla città di Lobito, giunge fino al confine con la Repubblica del Congo.
Questo lavoro – protrattosi per molti anni a causa delle molte interruzioni, alcune anche particolarmente lunghe, dovute al frequente riaccendersi dei conflitti locali – è stato molto impegnativo ed il percorso ha attraversato zone desertiche, foreste, ed ha interessato – oltre alla linea ferroviaria – anche ponti, ponti e vaste aree sommerse da acqua.
Ma in A.B.C. non si parla solo di bonifiche, e la nuova fase, dopo il 1995, ha portato all’apertura di un settore di attività “più nobile” – quello del rilievo e della documentazione dei beni culturali. Si può dire che, dopo la bonifica del territorio, la società ha cominciato a preoccuparsi del nostro patrimonio storico-artistico, ed anche qui non solo in Italia, ma soprattutto all’estero.
Nel campo operativo del rilevamento la società applica e sviluppa molteplici tecniche finalizzate alla conoscenza del patrimonio architettonico, archeologico e ambientale attraverso l’integrazione di diverse metodologie: rilievi topografici, fotogrammetrici e diretti; rilievi laser scanner; rilievi fotografici e rilievi dei materiali e del degrado delle superfici.
Dal Duomo di Siena a quello di Montepulciano, dal Ponte di Mostar ai templi megalitici di Malta, la presenza di A.B.C. in questo settore al servizio degli enti pubblici locali è un esempio di serietà e professionalità attraverso una continua ricerca di soluzioni innovative.
A.B.C. offre servizi e prestazioni professionali nell’ambito della progettazione per l’architettura, il restauro e l’urbanistica ed è in grado di coordinare tutto l’iter progettuale anche attraverso la collaborazione di professionisti con diverse specializzazioni, esterni al gruppo.
Negli interventi di restauro e costruzioni interviene personale specializzato per ogni singola attività prevista, ponendo sempre particolare cura nell’utilizzo dei materiali, nella sicurezza del personale e nell’immagine del prodotto finito.
Ma i “primi 50 anni” non costituiscono per la società solo un sia pur importante punto di arrivo ma uno stimolo ed semplice punto di partenza per il futuro: la storia di A.B.C. continua e continuerà ancora, con immutato impegno di tutto il suo staff, sia esso commerciale, amministrativo od operativo.
Non consideriamo questo un obiettivo solo ambizioso: la stima di cui la società gode da sempre, la capacità, la professionalità di tutto il suo personale, l’impegno e la presenza costante dei suo dirigenti assicurano ad A.B.C. una continuità ed un futuro che ci fanno dire, con sicurezza ed orgoglio … tra altri 50 anni noi ci saremo!

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